martedì 15 gennaio 2008

Minacciando dimissioni

Caltanissetta. Infortuni sul lavoro. Gli Ispettori minacciano dimissioni.

Dal sito SICILIAINFORMAZIONI

Mentre sul panorama nazionale si fa sempre più incalzante l’esigenza di trovare una rapida soluzione per arginare l’impennata del fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle “morti bianche,” e per debellare il lavoro sommerso, la situazione, in Sicilia, rischia la paralisi.

Nonostante il Presidente della Repubblica Napolitano, il Presidente del Consiglio Prodi e il Ministro del Lavoro Damiano abbiano più volte auspicato la valorizzazione della figura degli Ispettori del Lavoro tramite l’attribuzione a costoro di maggiori poteri e mezzi, in realtà, nella nostra regione, i segnali sembrano andare verso tutt’altra direzione.

I Funzionari Direttivi in possesso delle mansioni ispettive, in servizio presso l’Ispettorato Provinciale del Lavoro di Caltanissetta, l’8 gennaio scorso, hanno deciso, alla fine di un’assemblea interna, di rinunciare alle mansioni ispettive loro attribuite ai sensi dell’art. 8, co.1 della L.628/1961 in aggiunta alle funzioni di base, e di riconsegnare al Capo Servizio dott. Antonino Napoli le proprie tessere di riconoscimento.

Questo sembrerebbe l’epilogo di una vicenda iniziata nell’ottobre 2007, quando gli stessi Ispettori, in considerazione delle precarie condizioni in cui versano nell’espletamento delle loro funzioni, avanzano delle richieste, comunicandole con una circolare al Presidente della Regione Cuffaro, all’Assessore Regionale del Lavoro, al Direttore Generale del Dipartimento del Lavoro, nonché all’intero personale ispettivo degli Ispettorati Provinciali del Lavoro di tutta la Sicilia.

Tra le rivendicazioni degli Ispettori del Lavoro di Caltanissetta troviamo la richiesta del riconoscimento giuridico della qualifica di ispettore del lavoro, un’indennità di vigilanza adeguata, la stipula di un’apposita polizza assicurativa ai fini della responsabilità patrimoniale connessa allo svolgimento delle funzioni ispettive, un leasing agevolato per l’acquisto dell’autovettura da usare per l’espletamento di compiti d’istituto, la fornitura degli apparecchi informatici e telefonici necessari per l’espletamento dell’ attività esterna, nonché convenzioni particolari con case editrici per l’acquisto o l’abbonamento di riviste o pubblicazioni inerenti la normativa del lavoro in continuo aggiornamento.

La motivazione di tali pretese, si legge nella circolare, risiede nel fatto che «gli Ispettori del lavoro, nel servizio cui sono destinati, e secondo le attribuzioni a loro conferite dalle singole leggi e dai regolamenti, sono Ufficiali di polizia Giudiziaria. Gli stessi, nell’esercizio delle proprie funzioni, sono soggetti ad innumerevoli rischi di natura economica, in quanto effettuano la propria attività ispettiva esterna anticipando il denaro necessario per gli spostamenti a loro demandati e per le eventuali spese accessorie, con un notevole aggravio sul reddito mensile, considerato che i rimborsi vengono corrisposti solo a consuntivo dopo la presentazione dei giustificativi di spesa».

Continua la circolare: «gli Ispettori del lavoro sono esposti in prima linea a grossi rischi, mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica, considerate le eventuali smodate e talora violente reazioni dei soggetti sottoposti a controllo, conseguenti all’inasprimento delle sanzioni da applicare per le violazioni delle norme in materia di lavoro. Agli Ispettori del lavoro non viene corrisposta alcuna indennità di vigilanza, né di disagio, né di reperibilità. Inoltre, gli Ispettori del lavoro, nell’ambito del servizio di vigilanza esterna, sono costretti a mettere a disposizione la propria autovettura, non potendo altrimenti svolgere attività di vigilanza in provincia, presso contrade e siti non serviti dai mezzi pubblici di linea (…). L’usura dell’autovettura non viene adeguatamente coperta, in quanto, in atto, viene solo corrisposto un quinto del costo della benzina, senza considerare l’ammortamento del costo dell’autovettura e le spese di manutenzione».
Ai loro colleghi nisseni, immediatamente dopo, si sono affiancati a poco a poco tutti gli Ispettori siciliani, con esclusione dei funzionari dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro di Catania.

Con la trasmissione, nell’ottobre scorso, di questa circolare, gli Ispettori del Lavoro di Caltanissetta comunicavano la loro intenzione, nel caso di mancato accoglimento delle loro rivendicazioni, di rinunciare, con decorrenza da gennaio 2008, alla funzione ispettiva e di riconsegnare i tesserini.
E purtroppo così è stato. Infatti le istituzioni sembrano avere, per il momento, glissato il problema, non facendo giungere alcuna risposta in merito.
Nel frattempo gli Ispettori del Lavoro di Caltanissetta, che allo stato attuale si trovano a dover operare in condizioni alquanto proibitive, dalle parole sono passati ai fatti, decidendo in maggioranza di riconsegnare immediatamente i tesserini e di dismettersi dalle loro funzioni sine die, in attesa di provvedimenti concreti da parte degli organi competenti dell’Amministrazione Regionale.
La vicenda si prospetta complicata, poiché la rinunzia alle funzioni ispettive potrebbe configurarsi come inadempimento di un servizio pubblico e quindi dar luogo a sanzioni pecuniarie per gli ispettori. Ma intanto la lotta continua, in attesa dell’approvazione della legge finanziaria regionale che potrebbe dare delle risposte.

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