mercoledì 27 febbraio 2008

IL TESTO UNICO

DAL SITO L'UNITA'


Tra gli affari correnti da sbrigare, c'è la emanazione dei decreti attuativi in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro. «Se non si procede in tempi brevissimi ad attuare i decreti legislativi», spiega il sottosegretario al Lavoro, Antonio Montagnino - la legge delega 123, scadrebbe il 24 maggio e bisognerebbe a quel punto ricominciare l'iter dall'inizio».

Montagnino lancia quindi un appello perché si giunga all'approvazione di questi decreti ad ampia maggioranza. Lo si faccia in modo «bipartisan» entro la fine di marzo, dice il sottosegretario del Lavoro, «non voglio mancare di rispetto all'autonomia del Parlamento, bisogna tuttavia dare risposte e certezze ai lavoratori esposti quotidianamente a rischi infortuni».

Il Testo Unico su salute e sicurezza andrà in Consiglio dei ministri già nei prossimi giorni. Martedì Montagnino e il sottosegretario alla Salute, Gian Paolo Patta, hanno concluso i lavori per il titolo I del Testo Unico e sono in via di ultima definizione anche gli altri titoli sulle parti speciali. «Con questo decreto legislativo che ha avuto oggi l'ok del governo», anticipa Montagnino a Unità online, «abbiamo risposto alla maggioranza dei punti contenuti sulla delega approvata il 23 luglio 2007.

«Abbiamo determinato il campo di applicazione della normativa», vale a dire i settori di attività lavorativa («che sono tutte le aziende»), le tipologie di rischio («Tutte», rivela, «rischio fisico, chimico, esplosioni, incendio e così via»), le norme riguardanti il sistema istituzionale solo per il ministero della Salute, del Lavoro e l'Inail «ma abbiamo anche previsto commissioni permanenti per la salute e sicurezza sul lavoro, comitati di coordinamento per la attività di vigilanza, sistema informativo nazionale per la prevenzione sui luoghi di lavoro.

Mercoledì il provvedimento sarà diffuso per intero, spiega. Per ora, viene prevista «la normativa riguardante la formazione dei datori di lavori e dei soggetti operanti nella sicurezza», dice, vale a dire i lavoratori, i datori di lavoro, i rappresentanti dei lavoratori della sicurezza sia aziendali che territoriali. E poi, «abbiamo previsto attività promozionali per la diffusione della norma sulla sicurezza con tre tipologie d'interventi: uno che riguarda un sistema formativo nelle scuole con appositi programmi, l'altro che riguarda il sistema formativo nel suo complesso, il terzo il sistema delle piccole e medie imprese per potere adeguare alle prescrizioni sulla sicurezza sul lavoro».

«Per questi tre interventi è prevista già in finanziaria una dotazione di 50 milioni di euro», conclude. «E questi 50 milioni si aggiungono ai 200mila euro che abbiamo previsto sulla legge 123 del 3 agosto, che prevede in pratica un credito d'imposta in favore delle aziende che attuano i programmi dei lavoratori e della sicurezza formativi».

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, auspica che, prima della fine della legislatura il governo approvi presto il decreto sulla sicurezza del lavoro, «perché lo deve alle vittime e al mondo del lavoro. Mi piacerebbe che il congedo di questo governo avvenga con questo atto, perché segnerebbe ciò che di buono è stato fatto e si sarebbe potuto fare, ma non si è potuto fare.

«Dopo la tragedia della ThyssenKrupp - ha aggiunto Epifani a margine del convegno "Per una sinistra di governo - la sicurezza sul lavoro è diventato un tema che ha risvegliato l'attenzione e la sensibilità dell'opinione pubblica, che si era un po' assuefatta agli incidenti e alle vittime sul luogo di lavoro».





lunedì 25 febbraio 2008

Sei indagati

Rogo nella Thyssen, chiuse le indagini. Sei indagati, omicidio volontario per il manager
Dal sito rainews24

La Procura di Torino ha chiuso formalmente l' indagine sul rogo della Thyssenkrupp del 6 dicembre scorso costato la vita a sette operai.

Il reato più grave, contestato al solo Harald Espenhahn, amministratore delegato del gruppo italiano, è l' omicidio volontario con dolo eventuale e l' incendio con dolo eventuale.

Per gli altri, a seconda delle condotte, si ipotizza l'omicidio colposo e l' incendio colposo con colpa cosciente e l'omissione volontaria di cautele contro gli incidenti.

Oltre all'amministratore delegato Espenhahm, l'unico che risponde di omicidio volontario con dolo eventuale, il provvedimento depositato dalla Procura riguarda i consiglieri delegati Marco Cucci e Gerald Priegnitz, un responsabile in servizio alla sede di Terni della multinazionale, Daniele Moroni, il direttore dello stabilimento di Torino Giuseppe Salerno, il responsabile del servizio
prevenzione protezione ai rischi sul lavoro Cosimo Cafueri.

La ThyssenKrupp è inoltre chiamata in causa come persona giuridica. L'indagine è durata in tutto due mesi e 19 giorni e ha portato gli inquirenti a raccogliere oltre 200 mila pagine di documenti, racchiusi in 170 faldoni.



Braccio Meccanico

A Padova un operaio di 31 anni e' morto, schiacciato da un braccio meccanico
Dal Sito Rainews24

Un operaio 31enne, Michele Grassivaro, è morto stasera a Padova per le conseguenze di un grave trauma alla testa riportato in un incidente all'interno di un'azienda di gommapiuma, la Loima di Borgoricco (Padova).

Secondo una prima ricostruzione, a causare l'infortunio sarebbe stato il malfunzionamento di un macchinario adibito al taglio dei fusti di gommapiuma: la parte mobile della macchina utensile - per cause ora al vaglio dei carabinieri - avrebbe schiacciato il capo dell'uomo. Grassivaro era stato liberato dalla morsa meccanica da alcuni colleghi di lavoro presenti nel capannone, che poi hanno subito chiamato i soccorsi. Portato all'ospedale di Padova, le condizioni dell'uomo erano apparse però molto gravi.

I medici della neurochirurgia, assieme ai colleghi del reparto di otorinolaringoiatria, hanno cercato con un disperato intervento chirurgico di ridurre un ematoma che comprimeva il cervello. Ma la speranza è durata solo poche ore. In serata l'operaio è deceduto.

venerdì 22 febbraio 2008

Trattore

Schiacciato dal trattore, muore nel chietino un agricoltore. Ferito un operaio
dal Sito Rainews24

Un agricoltore è morto stamani nelle campagne di Cupello (Chieti) ed un operaio è rimasto ferito in modo grave a Vasto, in due incidenti sul lavoro. La vittima, secondo le testimonianze di altri agricoltori, è rimasta schiacciata dal trattore con il quale stava lavorando in localita' "Montalfano". L'uomo, del quale non si conoscono ancora le generalità, è morto sul colpo.

A Vasto, invece, un operaio romeno, impegnato in cantiere edile per la realizzazione di un fabbricato, è precipitato dal secondo piano. Portato nell'ospedale cittadino è stato sottoposto ad un'operazione per fermare un'emorragia interna. Il cantiere, nel quartiere San Sisto, è stato posto sotto sequestro dai carabinieri così come un altro cantiere della zona, risultato da controlli fuori regola.


lunedì 11 febbraio 2008

CADERE

Torino, operaio cade da un tetto e muore
DAL SITO RAINEWS24


Ancora una vittima del lavoro nel torinese. Un operaio di 24 anni, V.D. di Bari, ma residente a Modena, è morto questa mattina in un incidente sul lavoro avvenuto a None, nel torinese. L'uomo stava montando una telecamera per la videosorveglianza sul tetto di un capannone in lamiera quando è precipitato a terra morendo sul colpo.

Al momento dell'incidente c'erano altre persone che però non hanno potuto fare nulla per aiutare il giovane operaio. Secondo quanto appreso dai carabinieri, l'appalto per i lavori di messa in sicurezza del luogo è a carico della Ceva.Logistics, specializzata in manutenzione e sistemazione di cavi elettrici.

ESCAVATORE

DAL SITO RAINEWS24
Muore schiacciato dall'escavatore un operaio di 65 anni a Roma




Un operaio italiano di 65 anni è morto a Roma schiacciato da un escavatore. L'incidente mortale sul lavoro è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi in un cantiere edile nel quartiere Bravetta, nella periferia occidentale della Capitale. L'uomo, secondo una prima ricostruzione della polizia e dei vigili del fuoco era nel cantiere, in via degli Estensi, quando è precipitato in un fosso con la ruspa rimanendo schiacciato dal mezzo meccanico.

Complesse le operazioni di soccorso del 118. Un'operatrice sanitaria è stata imbragata con una fune dai vigili del fuoco, per scendere nel fossato (profondo circa tre metri) e analizzare le condizioni del corpo del 65enne prima che ne venga recuperato il cadavere.

Grave un 23enne a Brescia, investito da un muletto
Un infortunio sul lavoro è avvenuto stamani in provincia di Brescia, a Roncadelle. Un 23enne di Brescia, Francesco Cara, è rimasto ferito mentre stava riparando un muletto all'interno della ditta della quale è titolare, la Eurocar. Il mezzo si e' mosso e lo ha investito. Il giovane si trova ora ricoverato in prognosi riservata all'ospedale civile di Brescia.

E' la seconda vittima sul lavoro avvenuta in due giorni a Roma e in provincia. Ieri a Pomezia era morto un altro operaio edile, un polacco, di 34 anni, schiacciato da un sostegno metallico per la posa del cemento di un solaio in una palazzina in costruzione. Mercoledi' scorso erano morte ai confini tra Lazio e Umbria quattro persone residenti a Castiglione in Teverina (Viterbo) in seguito all'esplosione di una fabbrica di fuochi di artificio. Una quinta persona era rimasta ustionata.

Ferrero: il governo completi la normativa sulla sicurezza del lavoro
E' questa una delle richieste formulate dal ministro alla Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e rivolta al governo dimissionario nel corso dell'assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici di Rifondazione Comunista, riunita oggi a Torino davanti allo stabilimento della ThyssenKrupp, l'acciaieria in cui lo scorso 6 dicembre divampo' l'incendio che causo' la morte di sette operai. "C'e' ancora bisogno di un decreto del presidente del Consiglio - ha ricordato Ferrero - che puo' e deve essere fatto subito, altrimenti quella legge rischia di rimanere lettera morta e chissa' poi quando se ne riparlerà".

venerdì 8 febbraio 2008

SCHIACCIATI E FOLGORATI

Dal sito LA REPUBBLICA.it

Le tragedie nel padovano, in provincia di Cuneo e vicino ad Avellino. Fra le vittime due stranieri
Schiacciati da una trave o folgorati da una scarica. L'intervento del ministro del Lavoro

Infortuni sul lavoro, ancora 3 morti
Damiano: "I controlli non bastano"

Sentito l'unico sopravvissuto allo scoppio della fabbrica di fuochi d'artifico vicino a Viterbo


Infortuni sul lavoro, ancora 3 morti
Damiano: "I controlli non bastano"" width="230">

I carabinieri nella segheria a San Martino di Lupari dove è morto l'operaio romeno

ROMA - L'elenco già tristemente lungo delle morti bianche si è allungato oggi con i nomi di tre operai morti nel padovano, in provincia di Cuneo e a pochi chilometri da Avellino, schiacciati da una trave o folgari da una scarica elettrica.

Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ammette che le leggi di tutela nei confronti dei lavoratori "sono buone" e i controlli sono aumentati, "ma da soli non bastano". Un recentissimo rapporto stilato dall'Anmil, l'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, ha svelato che l'Italia è lo stato europeo dove le vittime sul lavoro sono più numerose. E il presidente della Repubblica non perde occasione per ribadire che gli infortuni sul lavoro sono "un fenomeno gravissimo e spaventoso che impone il massimo intervento di tutte le componenti del mondo sociale e istituzionale". Oggi Damiano ha detto che per arginare il flagello delle morti bianche "serve una cultura del lavoro che parte dall'impresa e dal sindacato attraverso la concertazione".

Raffaele Maffei, 44 anni, tre figli, è morto folgorato da una scarica elettrica mentre lavorava alla costruzione del solaio di un'abitazione a Serra di Pratola, una frazione a pochi chilometri da Avelino. Era dipendente di una piccola ditta di costruzioni di Solofra, la stessa città dove vivveva con la moglie e i bambini. La tragedia si è verificata nella tarda mattinata. Il lungo braccio meccanico della betoniera utilizzata per pompare il cemento sul solaio, ha tranciato i cavi dell'alta tensione che gli sono caduti addosso: 20 mila volt che non hanno lasciato scampo.

Qualche ora più tardi, un incidente simile è accaduto in Piemonte. Un giovane polacco impegnato nella potatura di un pioppeto nelle campagne di Ruffia, vicino a Cuneo, è morto anche lui a causa di una scarica elettrica. Il braccio meccanico del suo trattore ha sfiorato i cavi dell'alta tensione e la morte è stata immediata.
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